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Dal 1 maggio il mondo del tennis va verso la riapertura. L’indizio della mancata pubblicazione dei calendari

Il 30 aprile sembra una vera e propria data spartiacque per il movimento tennistico di base, che potrebbe finalmente veder allentare in maniera significativa le pesanti restrizioni di questo lunghissimo inverno. Il 30 aprile infatti è l’ultimo giorno di riferimento del Decreto Draghi e soprattutto rappresenta la scadenza dello stato di emergenza, preso come riferimento anche dal CONI: fino al 3o aprile infatti è possibile organizzare soltanto, in virtù dello stato di emergenza, eventi e competizioni di interesse nazionale approvate dal CONI stesso. I criteri seguiti dal CONI per l’approvazione hanno accolto unicamente tornei con montepremi di almeno 500 euro oppure manifestazioni di qualificazione a campionati nazionali.
Dunque che cosa potrebbe accadere dal 1 maggio? Irrealistico pensare ad un “libera tutti”, ma sicuramente ci sarà un allentamento delle restrizioni di cui beneficeranno i circoli tennis, gli insegnanti e i giocatori. Con l’avvento della bella stagione dovrebbe decadere il concetto di “porte chiuse”, esattamente come accadde nell’estate scorsa. Dal momento in cui verranno meno le zone rosse e arancioni, si potrà entrare liberamente nei circoli tennis, in quanto strutture all’aperto che non prevedono il pagamento di un biglietto d’ingresso: ovviamente dovranno essere rispettate le norme di sicurezza come il distanziamento sociale e l’uso della mascherina, ma non ci saranno più limitazioni all’entrata come esistono per esempio nelle manifestazioni “a pagamento”. Di questo beneficeranno anche i tornei FIT, che potranno svolgersi con una parvenza di normalità. Un indizio positivo, a riguardo, arriva dalla mancata pubblicazione dei calendari da parte della Federazione Italiana Tennis. Nè i comitati regionali nè il CONI, per il momento, hanno pubblicato alcun calendario di tornei dopo la data del 30 aprile, segno che si attende il via libera con delle regole meno restrittive delle attuali e che, presumibilmente, dal 1 maggio non sarà più necessaria l’autorizzazione del CONI per organizzare una manifestazione tennistica non professionistica.
Sul nostro quadro ottimistico, che ribadiamo per ora è ipotetico e basato su indicazioni di buon senso, incombe l’andamento dei numeri della pandemia. La prospettiva di riaperture nasce dalla speranza concreta di un allentamento della morsa del virus, complice la bella stagione, la diminuzione dei contagi e l’aumento dei vaccini. Se ciò non dovesse avvenire, le prospettive andranno certamente riviste, ma nessuno vuol neanche ipotizzare un esito diverso dopo mesi e mesi di sofferenze.

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