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Pubblicato un aggiornamento delle classifiche di metà anno. Attivato un sistema di calcolo “piramidale”: in arrivo una valanga di retrocessioni…

C’era una volta un metodo per la definizione delle classifiche di sole due pagine di PDF: era semplice e chiaro, molto intuitivo e non servivano esperti per decifrarlo. Poi, nel tempo, sono state aggiunte classifiche minime, comparazioni internazionali, partite con regole nuove, bonus vari e disposizioni particolari: chi più ne ha ne metta, tra cui la bella pensata di ricalcolare gli incontri vinti ad ogni uscita dei ranking intermedi, così da far lievitare i punti per tutti. Ma la ‘piramide ideale’ per determinare il contingente di ogni gruppo ancora non l’avevamo vista e, forse, non ce la meritavamo, soprattutto nel corso di un anno del genere.
Come ormai tutti saprete ieri sono uscite le classifiche intermedie, pubblicate in fretta e furia dal nuovo consiglio appena insediato ad appena un mese e mezzo dalla pubblicazione di quelle definitive. In questo frangente è stato deciso di ‘tagliare’ ogni gruppo in classifica a seconda della percentuale dei tesserati per operare un bilanciamento, in modo tale da avere una suddivisione dei gruppi in classifica in maniera piramidale (la base più ampia e via via che si avvicina alla punta la piramide si restringe). La regola, che dovrebbe essere intrinseca nel modo in cui la classifica si compone (per salire un gradino alla volta serve sempre un maggior numero di punti…), era già stata partorita a inizio anno per decongestionare la Seconda Categoria visto che vi era uno squilibrio evidente tra il numero dei 2.4, effettivamente molto elevato, e gli altri “Seconda”. Adesso la regola è stata estesa a tutti.
Come funziona nel dettaglio? Ogni gruppo è stato ‘chiuso’ a seconda della percentuale dei tesserati in quanto, secondo le valutazioni della Federazione, qualora non si raggiunga il contingente minimo verranno ripescati quelli che non avevano il punteggio per salvarsi. La faccenda è più complessa di quello che le fredde cifre lasciano trapelare. Nell’articolo viene citato un esempio: se al termine della stagione avessero maturato il diritto ad essere classificati 3.1 600 giocatori uomini (tra 2.8 retrocessi, 3.1 salvati e giocatori promossi dalle classifiche inferiori), considerato che l’1.2% degli atleti potrebbe corrispondere a 812 giocatori, ne verrebbero “armonizzati” 212. Verrebbero quindi recuperati prima coloro che sono retrocessi da 3.1 a 3.2 (se già fossero in numero eccedente verrebbero scelti quelli col coefficiente migliore) e poi eventualmente promossi i 3.2 con il coefficiente migliore. L’esempio proposto è irreale, dal momento che attualmente ci sono 1.300 3.1 in tutta Italia, e questo vale per tutte le categorie. Ciò significa, verosimilmente, che non saranno armonizzati giocatori di classifica inferiore, ma saranno “tagliati” giocatori in soprannumero che avevano maturato il diritto di classifica: dunque, tornando all’esempio di prima, 400 o 500 giocatori che avevano i punti per 3.1 saranno comunque retrocessi a 3.2.
I tagli a tutta la Seconda Categoria dunque genereranno una reazione a cascata che permetterà poche promozioni e tantissime retrocessioni. Analizzando le classifiche virtuali grazie agli amici di Tennistalker si evince che la numero 1100 italiana ha i punti per 2.8 ma saranno 3.1 entro le prime 890 tenniste italiane: la conseguenza, analizzando le carte, è che giocatrici con classifica 2.8 retrocederanno 3.2! Questo si presuppone, salvo rettifiche, dal metodo appena partorito. Una piramide ideale che per essere stilata tiene conto dei 4.NC: per redigere la classifica si considera il 30% di…non classificati! Qui sta l’inghippo: se venisse redistribuito quel 30% a tutti i gruppi, a occhio, andremmo vicino a ciò che era nelle intenzioni della FIT, ovvero un’equa distribuzione. Ma per come sono concepite le classifiche le intenzioni non coincidono con i fatti: da adesso in poi sarà totalmente inutile tenere il conto dei punti realizzati, dal momento che sarà un cervello elettronico, solamente a fine anno, a dire ai giocatori la loro effettiva classifica. Che ciò comportasse in futuro un metodo di calcolo delle classifiche totalmente diverso? Se questo fosse un anno di aggiustamento per passare da un sistema che si basa sull’acquisizione di una classifica per punteggio ad un sistema di aggiornamento live che permette di scalare settimanalmente la graduatoria? Ai posteri l’ardua sentenza…

Giorgio Panini

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