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L’importanza fondamentale della resilienza per ottenere grandi risultati sul campo dal tennis (e non solo…)

In psicologia, la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità: sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti (fonte Wikipedia). E’ lampante come nel nostro sport, come nella vita, il concetto di resilienza sia fondamentale per ottenere risultati importanti. Ogni tennista è completamente solo, ad affrontare le difficoltà della singola partita e della stagione: le gioie sono immense quando vinciamo, ma allo stesso tempo le responsabilità sono totalmente concentrate sul singolo atleta. Infortuni, difficoltà di trovare la forma migliore, calo di motivazioni sono all’ordine del giorno, a prescindere dal livello di gioco: che si tratti di professionisti o di amatori, tutti i tennisti devono affrontare e superare ostacoli psicologici importanti.
Il nostro esperto Pippo Giordano, in una vecchia puntata della rubrica “Il braccio e la mente”, ha sottolineato come il concetto di resilienza diventi fondamentale di fronte ad un infortunio: esso comporta dolore, limitazione nelle funzioni quotidiane, rabbia per le rinunce a cui inevitabilmente dovrà andare incontro, ansia nel voler tornare alla vita di tutti i giorni, dubbi sul recupero, speranze, e tutto un insieme di situazioni che vanno affrontate e superate. Al di là del dolore e delle funzionalità quotidiane che vengono condizionate da questo stato transitorio, nella testa del tennista iniziano ad addensarsi pensieri e preoccupazioni di tutti i tipi: riuscirò a realizzare un recupero delle mie capacità al 100 %? Recupererò la mia forma fisica? Quanto tempo ci impiegherò? Per quanto tempo dovrò star lontano dalle gare? Quante posizioni perderò in classifica?
Queste domande possono emergere nella testa di un tennista anche in momenti di normalità: perchè oggi non riesco a sentire la palla? Che cosa mi succede in questo periodo dell’anno? Perchè, nonostante sia perfettamente allenato, sono così stanco? E così, alla fine, riescono a superare le tante difficoltà solo i più forti, coloro che attraverso un atteggiamento positivo mettono alle spalle i momenti difficili e a rendere al meglio. E’ palese come tanti giocatori risultino “impressionanti” in allenamento, ma poi in partita cambiano nettamente le cose: basta un game storto, una variazione della tattica avversaria o una folata di vento per smontare il castello di carte. Non tutti sono capaci di girare a proprio favore le difficoltà, e alla lunga si perdono, non riuscendo a ottenere gli obiettivi tanto ambiti. Per capire di quanta resilienza siamo dotati, basta mettersi alla prova: la vita ci darà senz’altro la possibilità di farlo! In ogni caso, esattamente come per gli altri aspetti tecnici e fisici, si può lavorare anche sul piano mentale: è necessario pianificare – ci spiega sempre Pippo Giordano – i nostri obiettivi, le nostre scadenze, le rinunce che siamo disponibili ad accettare e i sacrifici che decidiamo di affrontare per raggiungere i traguardi che ci siamo posti. Non sempre risulta facile avere la capacità e l’obiettività per fare autonomamente un analisi e un programma di lavoro, innanzitutto su se stessi, ma gli specialisti in questo campo (Tecnici, Preparatori Atletici, Coach, Mental Coach, Dietisti, ecc.) ci sono e sono lì pronti a collaborare con il tennista disponibile a lavorare.

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